Nel caso in esame, la società utilizzatrice del bene, versando in difficoltà economiche legate alla crisi del settore produttivo nel quale opera, sospendeva il pagamento dei canoni in scadenza del leasing, pur avendo versato più della metà dell’importo stabilito al momento di perfezionare il contratto (era stato pagato un cospicuo maxicanone iniziale ed un buon numero di canoni).

ING Leasing procedeva alle vie legali in via cautelare per vedersi restituire il capannone, adducendo la risoluzione del contratto per inadempimento della utilizzatrice che non aveva pagato i canoni convenuti.

In prima istanza, il Tribunale di Brescia, accoglieva la domanda della società concedente, poi, però, sulla base del reclamo introdotto dalla utilizzatrice del capannone, revocava tale ordinanza.

La decisione è molto succinta e fa riferimento alla mancata prova, da parte di ING Leasing, di quale sarebbe stato il pericolo di subire un danno grave ed irreparabile nel caso in cui avesse proceduto tramite un giudizio ordinario di merito.

Dunque, per comprendere meglio il senso e l’interesse della pronuncia, è necessario scorrere le difese della società utilizzatrice: quest’ultima, aveva obiettato (tra l’altro) che, sommando il valore del capannone (ovviamente, calcolato in base a criteri di stima attuali) all’importo già versato, la Banca aveva già “incassato” un valore complessivamente superiore a quanto avrebbe percepito di qui all’anno 2024 (data di scadenza del leasing) in ipotesi di regolare esecuzione del contratto. Infatti, diversamente da quanto avviene nel contratto di mutuo, in cui il fabbricato è di proprietà del soggetto finanziato e svolge solo funzione di garanzia del credito vantato dal mutuante, nel contratto di leasing, il bene concesso in locazione resta, sino alla fine del rapporto, di proprietà della Banca, dunque, il valore di tale bene, che non verrà trasferito in capo al soggetto Utilizzatore in caso di risoluzione contrattuale, va imputato in capo alla medesima.

Si tratta di una pronuncia unica, allo stato, a livello nazionale, la quale apre a prospettive importanti di riequilibrio degli oneri derivati dalla crisi economica di oggi, ridistribuendoli equamente tra imprese utilizzatrici e sistema finanziario.

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