Swap Euro / Franco Svizzero

Swap Euro / Franco Svizzero

Il Tribunale di Udine è tornato sulla questione dibattutissima dei mutui/leasing indicizzati al franco svizzero.

Ciò che è nuovo, rispetto all’orientamento già fatto proprio dall’Ufficio con la sentenza n° 711/ 2015 R.Sent., sta nel fatto che, la motivazione adottata in questo caso (e, pare, si tratta della prima volta in Italia) parla espressamente di “derivato incorporato” nel contratto di leasing (o, in altre circostanze, di mutuo), con riferimento ai principi contabili internazionali (IAS) e, soprattutto, alla normativa civilistica, che prevede, per l’appunto, i “contratti derivati incorporati”, cioè l’art. 2426 comma 11 -bis c.c., entrato in vigore il 1.1.2016.

Si tratta di una presa di posizione apertamente contrastante con la decisione già adottata dal Tribunale di Milano in proposito, tramite l’ordinanza 16 novembre 2015, in una controversia radicata dall’Associazione di consumatori Altroconsumo.

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Mutuo o Leasing parametrato al Franco Svizzero

Mutuo o Leasing parametrato al Franco Svizzero

Il caso deciso dal Tribunale di Udine all’inizio dell’estate riguarda un contratto di leasing (ma il medesimo discorso vale per i mutui) stipulato in Italia tra un’azienda e la propria banca.

Secondo tale contratto, il finanziamento veniva erogato alla società utilizzatrice del capannone in valuta nazionale, cioé in Euro; dunque, i canoni da restituire avrebbero dovuto essere pagati sempre nella stessa valuta (Euro).

Senonché, all’interno del testo negoziale, era stata inserita una clausola cosiddetta “di indicizzazione”, in ragione della quale, l’entità dei canoni in scadenza doveva essere parametrata al valore del cambio tra l’Euro ed il Franco Svizzero. Risultato finale: siccome la valuta estera di era apprezzata di quasi il 50% sull’Euro, i canoni dovuti dalla società utilizzatrice del capannone erano lievitati in pari misura.

Il Tribunale (vedi pag. 22 e s.s. sentenza) ha sancito la nullità della clausola di indicizzazione, perché, a ben vedere, introduceva uno swap, cioé un contratto derivato, sulle monete (più propriamente, un currency swap), il quale risultava nullo. Di conseguenza, il Giudice ha ritenuto non dovuti i maggiori importi richiesti dalla banca come conseguenza dell’applicazione della clausola in discussione.

Tale sentenza ha il pregio di aprire il dibattito (e, per il vero, se ne sentiva davvero l’esigenza) in ordine alla presenza di contratti di finanza derivata nei mutui e nei leasing., Tramite tali contratti, infatti, le banche caricano sul cliente rischi assunti dalle medesime al momento di finanziarsi a propria volta (nel caso di specie, il rischio corso dalla società concedente consisteva in quello di cambio tra le valute, dato che la medesima si era finanziata in Franchi Svizzeri).

Per chi volesse approfondire le caratteristiche del currency swap è possibile farlo consultando il sito della Borsa Italiana tramite il seguente link:

http://www.borsaitaliana.it/bitApp/glossary.bit?target=GlossaryDetail&word=Currency%20Swap

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Mora dell’Utilizzatore del leasing e provedimento d’urgenza di riconsegna del bene in favore della Banca.

Mora dell’Utilizzatore del leasing e provedimento d’urgenza di riconsegna del bene in favore della Banca.

Nel caso in esame, la società utilizzatrice del bene, versando in difficoltà economiche legate alla crisi del settore produttivo nel quale opera, sospendeva il pagamento dei canoni in scadenza del leasing, pur avendo versato più della metà dell’importo stabilito al momento di perfezionare il contratto (era stato pagato un cospicuo maxicanone iniziale ed un buon numero di canoni).

ING Leasing procedeva alle vie legali in via cautelare per vedersi restituire il capannone, adducendo la risoluzione del contratto per inadempimento della utilizzatrice che non aveva pagato i canoni convenuti.

In prima istanza, il Tribunale di Brescia, accoglieva la domanda della società concedente, poi, però, sulla base del reclamo introdotto dalla utilizzatrice del capannone, revocava tale ordinanza.

La decisione è molto succinta e fa riferimento alla mancata prova, da parte di ING Leasing, di quale sarebbe stato il pericolo di subire un danno grave ed irreparabile nel caso in cui avesse proceduto tramite un giudizio ordinario di merito.

Dunque, per comprendere meglio il senso e l’interesse della pronuncia, è necessario scorrere le difese della società utilizzatrice: quest’ultima, aveva obiettato (tra l’altro) che, sommando il valore del capannone (ovviamente, calcolato in base a criteri di stima attuali) all’importo già versato, la Banca aveva già “incassato” un valore complessivamente superiore a quanto avrebbe percepito di qui all’anno 2024 (data di scadenza del leasing) in ipotesi di regolare esecuzione del contratto. Infatti, diversamente da quanto avviene nel contratto di mutuo, in cui il fabbricato è di proprietà del soggetto finanziato e svolge solo funzione di garanzia del credito vantato dal mutuante, nel contratto di leasing, il bene concesso in locazione resta, sino alla fine del rapporto, di proprietà della Banca, dunque, il valore di tale bene, che non verrà trasferito in capo al soggetto Utilizzatore in caso di risoluzione contrattuale, va imputato in capo alla medesima.

Si tratta di una pronuncia unica, allo stato, a livello nazionale, la quale apre a prospettive importanti di riequilibrio degli oneri derivati dalla crisi economica di oggi, ridistribuendoli equamente tra imprese utilizzatrici e sistema finanziario.

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Contratto di leasing contenente derivati sulle monete

Contratto di leasing contenente derivati sulle monete

Il Tribunale di Udine sospende la provvisoria esecutività di un decreto ingiuntivo concesso ad una società di leasing, la quale aveva finanziato l’utilizzatore di un capannone industriale, chiedendo in restituzione somme parametrate al rapporto di cambio Euro / Franco Svizzero.

Questo esponeva il cliente al rischio – rischio poi concretizzatosi – di oscillazioni dei cambi tra le valute.

In pratica, si erano “mescolati” un contratto di leasing con un contratto derivato in un’unica operazione.

A questo punto una domanda si impone: perché la banca ha chiesto di venire pagata (di fatto) in Franchi Svizzeri?

La risposta non può che essere una: la società di leasing, al momento di stipulare il contratto, doveva essersi indebitata in tale moneta estera.

Il motivo per cui questo sia avvenuto, tuttavia, resta oscuro.

O no?

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Usura bancaria

Usura bancaria

Ecco uno schema estremamente sintetico delle questioni in ordine all’usura bancaria ed alle possibilità di recupero degli interessi indebitamente versati.

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